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Il tartufo è un alimento pregiato e ricercato sotto ogni punto di vista, innanzitutto per via del suo aroma e profumo inconfondibili e poi perché acquistare del buon tartufo fresco non è affatto semplice. Anche una volta trovato, tuttavia, bisogna saperlo conservare e cucinare, altrimenti le sue preziose caratteristiche rischiano di andare perse, a causa di abbinamenti errati o metodi di conservazione poco efficaci.

Non è un segreto che si tratti di uno degli ingredienti più invitanti ed invidiati della cucina italiana, ma ciò che ci si chiede sempre più spesso a proposito del tartufo è: dove si trova? La crescita del tartufo è strettamente legata a precise caratteristiche ambientali e stagionali e, di conseguenza, i tartufai custodiscono gelosamente le proprie informazioni a riguardo, dopo aver cercato per anni i luoghi più adatti per la loro raccolta.

Si tratta di informazioni che vengono faticosamente tramandate di generazione in generazione, scoraggiando i ricercatori improvvisati, ai quali si può solo consigliare di affiancarsi ad addestratori esperti delle caratteristiche del bosco e delle tecniche più adatte per la ricerca, avvalendosi magari anche della preziosa collaborazione dei cani specializzati nella ricerca del tartufo.

Tartufo: dove si trova?

I tartufi non sono tutti uguali ed ogni tipologia necessita di precisi tempi di maturazione, terreni specifici e tempi di raccolta dettati dalle diverse leggi regionali. Premesso questo bisogna dire che sono diverse le piante vicino le quali è possibile trovare dei tartufi, come la quercia, il nocciolo, il castagno, il faggio, il larice, il pino e così via.

In particolare il rovere è l’ideale per lo sviluppo del tartufo bianco, come pure il cerro, mentre il leccio e la roverella si addicono di più alla produzione di pregiatissimi tartufi neri.

Per quanto riguarda invece le zone di raccolta più ricche, spicca senza dubbio il Piemonte, regione alla quale dobbiamo ottimi tartufi neri e bianchi, come il famoso tartufo bianco d’Alba e di Acqualagna, o il tartufo nero di Bagnoli Irpino. Ma il Piemonte non è affatto l’unica regione italiana a produrre ottimi tartufi, ricordiamo anche il Molise, le Marche, la Toscana, il Lazio, il Veneto, la Campania, l’Umbria, l’Emilia Romagna e la Sardegna.

Bisogna sapere, inoltre, che il tartufo cresce ad una profondità di circa 50-70 cm, in terreni prevalentemente brecciosi, calcarei e permeabili, raggiungendo la maturazione dopo circa cinque, sei mesi. Senza dimenticare le tartufaie, nelle quali si riesce a coltivare con discreto successo soprattutto il tartufo nero.

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